Cristo morto di Andrea Mantegna

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Il Cristo morto di Andrea Mantegna

Il Cristo morto di Andrea Mantegna, é il dipinto più celebre dell’artista,  databile con incertezza tra il 1475-1478 circa.  Questo è conservato nella Pinacoteca di Brera a MIlano. Possiamo vedere che quasi tutto il dipinto è occupato dalla figura del cristo morente, Questo è avvolto nel sudario, mentre all’estremità (a destra) si nota il vasetto degli unguenti. l’artista in questa opera non segue del tutto le regole della prospettiva infatti possiamo notare, I piedi in primo piano vengono rappresentati più piccoli del normale così come le gambe che appaiono più corti.Le braccia sembrano eccessivamente lunghe e il costato molto largo rispetto al resto della figura. Proprio questo  porta lo spettatore direttamente dentro la scena, in piedi davanti alla figura del Cristo. Per dare più importanza all’immagine del Cristo l’artista elimino tutta l’ambientazione circostante, lasciando solo intravedere i volti della Madonna, che si asciuga le lacrime ,  San Giovanni, che piange e tiene le mani unite, e, più in ombra si intravede quello della Maddalena.

Artemisia Gentileschi

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Artemisia Lomi Gentilischi è nata a Roma 8 luglio del 1593 e morta a Napoli il 14 giugno del 1653,è stata una pittrice italiana, figlia di Orazion Gentileschi. Sin da bambina coltivava l’amore per la pittura, riprende dal padre il limpido rigore disegnativo. Nelle sue opere la forte drammaticità ricorda le opere di Caravaggio ma si vede anche una forte carica teatrale nei protagonisti. Il padre la incoraggia nelle sue scelte e ne riconosce il talento, ma sappiamo quanto sia difficile per una donna il mondo della pittura, un mondo di soli uomini.Il padre insegnarà a lei il suo mestiere e gli trasmetterà l’interesse per il Caravaggio, che in quel periodo è all’apice del suo successo.

Autoritratto come allegoria della Pittura, 1638-39, Royal Collection, Windsor

Autoritratto come allegoria della Pittura, 1638-39, Royal Collection, Windsor 

Nel 1611 c’è lo scandalo  ed inizia la causa contro Tassi da parte di Orazio Gentileschi, che lo accusa di aver stuprato la figlia, il processo va avanti per alcuni mesi, ed Artemisia sarà messa a dura prova. Nel  1612 il processo è vinto  e Tassi sconterà alcuni anni in galera.Per via dello scandalo La pittrice si trasferisce a Firenze, non prima di avere un contratto di matriminio riparatore con un piccolo borghese, da cui sembra che la giovane rimane molto colpita. A firenze ricomincia a dipingere ed elabora una sua tecnica ispirata a Caravaggio e suo padre.

Giuditta che decapita Oloferne (1612-1613), Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli

Giuditta che decapita Oloferne (1612-1613), Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli

Lei prediligie tinte più violente con le quali crea giochi di luce ed ombra magistrali.Nei suoi pesonaggi c’è un maggior realismo dovuto alla forte tensione che attraversa le figure. Il resto della sua vita lo passa spostandosi da una città ad un altra, dovuto alla sua fama che cresce. La sua vita termina nel 1652 a Napoli. Dove nonostante il successo riscosso in gioventù, muore sola e dimenticata da tutti.

Sons of Anarchy

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Sons of Anarchy è una serie televisiva statunitense ideata da Kurt Sutter e trasmessa per sette stagioni dal 2008 al 2014 da FX.

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Io penso sia una delle serie più belle e struggenti che la tv possa aver prodotto, per questo diro sempre grazie a Kurt Sutter.  La serie parla dei  Samcro che sono una nota banda di motociclisti della California, impegnata nella lotta a quell’illegalità che non favorisce i suoi “affari”. Infatti, l’autorimessa e la produzione di film per adulti, sono solo delle coperture al traffico di armi. Clay, il presidente, è un tipo all’antica: violento e conciso. Tutto il contrario del suo giovane vice, Jax, il quale vuole cambiare le cose seguendo i consigli che il padre gli ha lasciato in un diario prima di morire.

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La serie oltre ad essere lo specchio fedele e crudo del reale mondo della criminalità, con le vite dei personaggi segnate e compromesse dall’illegalità e dalla violenza. E’ la lotta tra il bene e il male, ma anche la difficile convinvenza tra giustizia e caos e legalita ed anarchia. Nella serie possiamo vedere una  chiara matrice ed ispirazione shakespeariana. Jax Teller Il giovane protagonosta combatutto  tra ciò che ritiene giusto e ciò che è costretto a fare ( ricorda molto il personaggio di Hamlet), legato a questo club ma anche con un grande desiderio di verità. Lui è colui che può portare i Samcro ad un cambiamento allontanarli dagli affari illegali. Sons of anarchy è decisamente un moderno Hamlet. Jax Teller è l’Amleto in SoA, il diario ritrovato (Vita e morte dei Samcro) di suo padre John rappresenta il defunto padre del principe Amleto. . Opie Winston è l’Orazio, l’amico fraterno che aiuta e consiglia il protagonista.La madre di Jax è Gemma Teller-Morrow, ed è la matriarca pianificatrice che si lega a Clay che rappresenta il Re usurpatore, ora Presidente e despota dei Sons of Anarchy. Tara Knowles è la l’amore adolescenziale è rappresenta Ofelia, il loro sarà un amore intenso e per niente  facile con molti riscontri drammatici. Io consiglio di vedere questa serie che vi entrera nel cuore e non la scorderete mai.

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una altra cosa che amo di questa meravigliosa serie è decisamente la colonna sonora…

qua sotto un video con alcuni pezzi che sono inseriti nei vari episodi :

1. Battleme – Hey Hey, My My (Sons of Anarchy )
2. Jack Savoretti — Soldiers Eyes (Sons of Anarchy)
3. Joshua James – Coal War (Sons of Anarchy)
4. The White Buffalo – Oh Darlin’ What Have I Done

Il caffè di notte di Van Gogh

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Il caffè di notte è un dipinto Realizzato nel 1888 dal pittore Vincent van Gogh. È conservato nella Art Gallery dell’Università di Yale di New Haven. Questo è un periodo molto attivo per l’artista è l’anno dove realizza la maggior parte delle sue opere. Il locale raffigurato è il bar di Place Lamartine, e senza dubbio non è la prima volta che il caffè diventa soggetto di un suo quadro. La prima cosa che colpisce guardando il dipinto sono i colori accessi e discordanti che per questo danno un senso di disagio. La scena è statica e il personaggi sono tutti isolati, Manca la vivacità dei luoghi pubblicì. IL padrone si riconosce dal camice bianco che lo distingue dalle altre figure è appogiato al tavolo del biliardo, con una posa che denota stanchezza.  La sedia vuota in primo piano, simile a quella dipinta da Van Gogh nello stesso periodo, vuole sottintendere il significato dell’assenza. Sull’orologio in fondo possiamo vedere  la tarda ora notturna. Tra gli elementi che rendono il caffè di notte un quadro molto malinconico e “disturbante” vediamo il colore dominante, che è il rosso,  contribuisce a rendere l’intero bar un ambiente oscuro e simile ad una fornace.  Per realizzare quest’opera, il pittore vegliò per tre notti di fila, onde poter lavorare sul posto.